SLAMCD 323 "FROM WYCHFORD HILL"
Artists: Lol Coxhill Soprano sax, George Haslam Baritone sax, Tarogato, Richard Leigh Harris piano, Steve Kershaw double bass.
Recorded at The Holywell Music Room, Oxford. 12 March 2006.
By Eric Smith
Tracks:
1 From Wychford Hill 13:33 Coxhill, Haslam, Harris, Kershaw.
2 Waltz of the Happy Buddhas 8:27 Coxhill, Haslam, Harris, Kershaw.
3 Alone and Unnoted 13:15 Coxhill.
4 All in One Uphill 15:47 Coxhill, Haslam, Harris, Kershaw
5 Forward; Forward; Forward, Stupid Criminals! 10:46 Coxhill, Haslam, Harris, Kershaw.
Coxhill/Haslam/Harris/Kershaw
Lol Coxhill (ss), George Haslam (bs, tarogato), Richard Leigh Harris (p), Steve Kershaw (b).
Born in 1932, Lowen "Lol" Coxhill grew up with bebop. In 1950-51 he was "temporarily inconvenienced" by national service in the RAF, then worked with such evocatively-titled outfits as Denzil Bailey’s Afro-Cubists, and Sonny G and the G Men, and with players such as Joe Harriott and Tubby Hayes. Since the ‘70s he’s become more known as an improvising musician and solo player, working in Company, Brotherhood of Breath, Spontaneous Music Ensemble and more recently with Steve Beresford, with whom he shares a love for the absurd and surreal.
But as this is a serious, family magazine, we’ll pass over that malarkey and turn to the new recording. Lol Coxhill was an early guest in the Oxford Jazz Masters Series, and this quartet featuring him was recorded live at the historic Holywelll Music Room in 2006. The result now appears on George Haslam’s Slam label, with the quartet appearing on all tracks except for one unaccompanied Coxhill solo. With Haslam’s baritone featured extensively, and some dark pianism and bass by Harris and Kershaw – names new to me – there’s some weighty free improvisation on offer. The most compelling track, however, is "Alone And Unnoted", a solo performance by the soprano saxist. Coxhill’s work has been touched by genius, and this beautiful meditation shows a free master still at the height of his powers. Coxhill is happy to allude to the blues and to jazz standards – thought not, on this occasion, to "Strangers On The Shore", as far as I could tell – and near its end, he throws in some bebop lines and licks to remind us of his inheritance.
Beautiful.
Andy Hamilton JazzReview, August 2008.
Lol Coxhill | Slam Records(2008)
L'Oxford Jazz Master Series, di cui questo disco fa parte, è un progetto concepito nel 2005 per ospitare grandi esponenti della musica improvvisata britannica e non (tra gli italiani c'è Stefano Pastor) nella Holywell Music Room di Oxford, rinomata nel mondo per la sua perfetta acustica.
La serie di concerti è stata inaugurata nel febbraio 2006 da Evan Parker assieme al gruppo base, costituito dal sax baritono George Haslam, dal pianista Richard Leigh Harris e dal bassista Steve Hershaw.
In questo secondo disco della serie, registrato il 12 marzo, l'ospite è il sopranista Lol Coxill uno dei padri della libera improvvisazione europea ed artista quanto mai eclettico: ricordiamo brevemente che iniziò dal blues (accompagnando anche Otis Spann e lavorando con Alexis Corner) poi entrò nei Brotherhood of Breath di Chris McGregor, ed in anni più recenti ha collaborato con complessi rock (Henry Cow), militato a lungo col Moire Music di Trevor Watts e fondato l'eccentrico Melody Four, il suo gruppo più noto.
In questo contesto la libera improvvisazione è sovrana. Coxill emerge in qualità di protagonista ma la relazione coi partner è intensa e questi evidenziano ottime doti individuali. Eccetto il terzo episodio ("Alone and Unnoted") e l'inizio del quarto, dove Coxill s'esibisce in solo, il gruppo dà vita ad una libera esplorazione delle forme entro un quadro dominato da un ricco senso architettonico, con situazioni d'astratto camerismo ma anche d'intensa partecipazione emotiva. In "The Waltz of the Happy Buddhas", addirittura, la dimensione è quasi jazzisticamente tradizionale: dopo un'introduzione vagamente ayleriana, il percorso si snoda sorretto dall'ostinato walkin' bass di Steve Hershaw e dal possente baritono di Haslam, su cui improvvisano Leigh Harris e Coxill. Il brano finale, "Forward, Forward; Forward, Stupid Criminals!" mette in luce le doti solistiche di George Haslam, un veterano del suo strumento (ha oggi 69 anni) quasi del tutto sconosciuto in Italia.
Disco e registrazione eccellenti. Una chicca per gli amanti dell'avanguardia.
http://italia.allaboutjazz.com/php/article.php?id=3003
From Wychford Hill Slam CD 323
Registrato dal vivo il 12 marzo 2006 nella storica Holywell Music Room di Oxford, nell’ambito di una serie di lodevoli iniziative a favore del free jazz e delle musiche improvvisate, il cd mette a confronto un giovane trio – George Haslam (baritono), Richard Leigh Harris (piano), Steve Kershaw (basso) – con un padre nobile della creative music Britannica: Lol Coxhill, al sax soprano, con un passato tra blues, rhythm’n’blues, ska, progressive rock, bebop, si conferma talento assoluto del radicalismo inglese, come ben mostrano I tredici minuti di Alone and Unnoted o le alter Quattro performance di collettivismo informale estemporaneo (g.mic.)
ALIAS N20 – 12 Maggio 2008
Solo e quartetto
di
Vittorio LoConte
Lo spazio in cui è stata registrata la musica è antico di secoli ed ha visto già risuonare la musica Händel ai tempi in cui è stata scritta. Fortunatamente per i musicisti e gli ascoltatori è rimasto ed oggi l´avanguardia trova un luogo dove potersi esprimere.
Questa volta è un quartetto intorno al veterano Lol Coxhill, al sax soprano curvo, uno che ha attraversato quaranta anni di musica inglese, dal blues degli inizi e le jam sessions con Jimi Hendrix al progressivo degli anni `70, proseguendo per strade insolite: i concerti in solo, i confronti con colleghi americani come Steve Lacy o Borah Bergman e le techno band che hanno utilizzato il suono del suo sassofono, così diverso da quello che fanno i musicisti da studio.
Con lui ci sono George Haslam al sax baritono ed al tarogato, Richard Leigh Harris al pianoforte e Steve Kershaw al contrabbasso, impegnati in un dialogo che ha forme familiari, ormai consuete per chi ha scelto di uscire dalla tonalità, ma senza l´aggressivitá del free storico, quiete, pacate, alla ricerca di una bellezza dalle forme inconsuete, fuori dall´accademia. Il solo di "Alone and Unnoted" è uno dei momenti forti del disco, con quelle linee di note ad inseguire un sogno che corre via, ad ammaliare le fantasie di chi lo segue. E poi gli scambi fra sax soprano e tarogato coinvolti in uno scambio fra i cupi accordi del pianoforte e le corde di un contrabbasso che suggerisce sviluppi sempre nuovi di un collettivo che ha scelto di proseguire insieme ispirandosi al momento, fidando nella propria creativitá inesauribile
È così che si ascolta un disco ispirato, un concerto che non è svanito nell´aria, ma ha ancora modo di risuonare da un supporto digitale, oggetto e tecnica impensabile nel momento in cui la Holywell Room ospitava i colleghi musicisti di qualche secolo fa.
http://www.musicboom.it/mostra_recensioni.php?Unico=20080622205257